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foto, lettere, diari, poesie, racconti, ricette

Ea mare de san Piero

Posted by on Giu 30, 2015 in Diario, La casa, Le camere | 0 comments

Ea mare di san Piero”, “la madre di san Pietro”, è il titolo di una antica leggenda legata ad eventi burrascosi che capitano di frequente a ridosso del giorno della festività dei santi Pietro e Paolo, il 29 di giugno.

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La neve

Posted by on Mar 6, 2015 in Diario, La casa, la corte, Le camere, le camere dei figli | 0 comments

Se ci capita di ascoltare dei vecchi racconti e si discute di tempo (meteorologico), allora ci si trova daccordo nel dire che una volta era tutto molto diverso, perché l’inverno era inverno e così pure le altre stagioni.

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Frittelle e zabaione

Posted by on Feb 3, 2015 in Diario, la camera dei genitori, Le camere, storie paesane, viaggi | 2 comments

Te si na fritola”, “Te me pari un zabajon”, “tu sei una frittella”, vuol dire cagionevole di salute, “tu hai la pelle pallida e giallina come il colore dello zabaione”.

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Un quaresimale

Posted by on Mar 25, 2014 in Diario, Le camere, le camere dei figli | 0 comments

Ti si longo come un quaresimale; questo proverbio si diceva quando qualcuno non la smetteva più di dare consigli e molto spesso erano soltanto ripetizioni che si traducevano per forza nella classica “lavata di capo”.

Partendo dal vecchio adagio vi racconto una di queste prediche dette da un parroco che la espose quando sul finire degli anni sessanta iniziò la rivoluzione dei costumi e certe giovinette ne adottarono alcuni, conformandosi o solo per provocazione, cominciando ad indossare la minigonna. A quel tempo si stava passando dalla messa in latino a quella in italiano e con tutto il seguito di cambiamenti portati dal Concilio Vaticano II, il pulpito fino ad allora era il piedistallo privilegiato che il parroco usava per educare i suoi fedeli alla comprensione dell’insegnamento che il Vangelo voleva dare alla gente, ma anche per marcare il suo incarico di curatore d’anime e perciò a volte si lasciava andare ad argomenti teatralmente drammatici.

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La camera dei genitori

Posted by on Feb 19, 2014 in la camera dei genitori | 0 comments

La camera dei genitori è quel luogo che più di ogni altro ha alimentato la fantasia di noi piccoli, c’era il lettone grande che riusciva ad accogliere tutti, bastava stringersi, dove ti rifugiavi quando eri ammalato o avevi qualche tristezza e dove potevi piangere senza timore e la solitudine svaniva.

Quanti giorni di febbre o qualsiasi altra malattia, la varicella, la scarlattina, il morbillo o la periodica influenza, abbiamo smaltiti in questo angolo di quiete dove il timore svaniva perché eri avvolto da una forma di protezione, invisibile ma ben percepita. 

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Il bisnonno

Posted by on Feb 12, 2014 in la camera dei nonni, Le camere | 0 comments

Il bisnonno padre di mia nonna Luigia si chiamava Giuseppe, come il nonno, abitava a Bovolenta, un borgo antico dalla lunga storia utile avanposto a protezione della città di Padova dalle incursioni nemiche, infatti sorge dove si incrociano due fiumi, aveva un castello ben popolato di guardie che dovevano respingere eventuali invasioni. Dopo la signoria di Ezzelino da Romano e poi quella Carrarese passò alla Repubblica Serenissima di Venezia ma nel primo Cinquecento nulla poté dall’assalto della potente Lega di Cambrai guidata da Massimiliano d’Asburgo e venne distrutto e raso al suolo, sia il castello che il borgo. Ma con grande coraggio Bovolenta si risollevò e divenne un importante porto fluviale punto di approdo per le barche che eseguivano i trasporti di merci e persone utilizzando i fiumi come vie privilegiate, anziché quelle di terra. Questi traffici consentirono al paese di fargli guadagnare un certo benessere tanto che a Bovolenta vennero erette alcune ville patrizie e qui si inserisce anche la famiglia di mio bisnonno, scesa dalle colline del vicentino per avviare un forno per la produzione di pane (almeno così mi è stato raccontato), e mio bisnonno cominciò a fare delle transazioni acquistando e vendendo dei terreni che gli consentirono di fare degli ottimi affari per la ricca presenza di commercianti, col tempo divenne stimato e apprezzato da molte persone uno tra i più conosciuti in paese, Giuseppe sposò Emilia Carrari, discendente di un altro facoltoso casato della zona spesso riportato nei documenti del posto.

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