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foto, lettere, diari, poesie, racconti, ricette

Un bel ricordo pieno di sorprese

Posted by on Mag 26, 2022 in Diario, gite, storie paesane | 0 comments

A volte un ricordo spalanca alla curiosità e ti fa allargare lo sguardo a delle incredibili sorprese come in questo racconto. A metà degli anni settanta un gruppo di amici decidono di fare una scampagnata sui Colli Euganei, una meta piuttosto consueta e molto spesso frequentata sia per la bellezza di percorrerla in bicicletta, partendo dalla pianura e proprio da un paese del Conselvano, sia per la possibilità di misurarsi nelle imprese sulle salite e discese in gare di resistenza e velocità. Appena giunti ai piedi dei Colli uno di noi ci invita a raggiungere una casa dove alloggiano dei parenti per un breve saluto. Così non è stato perché sua zia ci accolse con animata e affettuosa gioia, era anche attenta alla cottura del pane e voleva farcelo assaggiare assieme ad alcune fette di salame, accorreva attendere alcuni minuti così ci consigliò di salutare le sue figlie che avevano trascorso la notte in un capanno un poco sgangherato e sistemato sul pendio del colle dietro casa. Siamo corsi verso questo posto passando per un grande prato pieno di fiori e senza far rumore abbiamo raggiunto questa piccola dimora dove si sentivano delle risate e delle frasi che le due ragazzine si scambiavano, con cautela ci siamo avvicinati e poi le abbiamo salutate senza nascondere timore e imbarazzo, ci sembrava di aver distratto la loro intimità e così poco dopo frettolosamente siamo scesi fino alla casa dove ci aspettavano i panini di salame e pure una bella fetta di dolce. Tutti felici abbiamo ringraziato la zia e divorato quelle bontà, poi via di corsa per riprendere la nostra gita pedalando verso Arquà Petrarca.

In questi giorni ho ripensato a questo momento e ho voluto ricomporlo ma una bella sorpresa mi si stava aprendo sotto gli occhi.

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Il Foresto

Posted by on Mag 4, 2022 in Diario, storie paesane | 0 comments

A sud del Territorio Padovano tra i fiumi Adige e Brenta esisteva una vastissima area paludosa e boschiva che si chiamava “il Foresto” partiva dal mare Adriatico e arrivava fino a Conselve (caput silve cioè fine della selva); veniva chiamato al maschile proprio per la sua natura pericolosa e autoritaria, secondo i resoconti storici, veniva stimato, apprezzato, usato, valorizzato e al tempo stesso temuto. Si presentava come una ricca riserva di piante, usate nella costruzione dei fabbricati ed anche ridotte in tavole per l’edilizia e l’arredamento, era anche una grande riserva ittica di ogni specie di pesci d’acqua dolce e di avifauna con uccelli stanziali e migratori, pescati e cacciati per essere portati nelle tavole dei banchetti di tutta la regione.

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Il Carnevale del paese

Posted by on Gen 25, 2021 in Diario, storie paesane | 0 comments

Le feste di Carnevale sono sempre collocate alla fine di quelle del Natale e durano circa un mese, iniziano di solito Il 17 gennaio e finiscono il “Martedì grasso” il giorno prima del “Mercoledì delle Ceneri” che è l’inizio della Quaresima. Sulla loro origine ho già scritto altre volte, sul loro oblio e sulla loro riscoperta soprattutto nella città di Venezia e la “antica Repubblica Serenissima”, ho pure ben evidenziato la cronologia. Non ho mai scritto del Carnevale nei paesi, in quei piccoli borghi di campagna che volevano festeggiarlo ma alla loro maniera, secondo le possibilità e neppure ho scritto come lo vivevo io, di come la nostra fantasia era animata in quei giorni. I ricordi mi fanno rivivere quel Carnevale delle contrade che si svolgeva al mio paese, simile a quello dei tanti paesi della Bassa padovana, si svolgeva soprattutto nella piazza e nelle vie vicine con sfilate di maschere e di carri allegorici, con persone abbigliate alla buona senza sfarzo, con l’unico intento di divertirsi con semplicità e nascosti dietro una diversa identità; tali feste rivisitate e contaminate dagli emigranti di ritorno dalle terre brasiliane, angosciati dalla nostalgia, ma con dentro tutta la vivacità e i colori della vita del paese che li avevano ospitati per alcuni anni.

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Le Corti Benedettine di Correzzola

Posted by on Ago 3, 2020 in Diario, gite, storie paesane | 0 comments

Sulle Corti Benedettine di Correzzola ho accennato in un articolo precedente. Si trovano a sudest delle provincie di Padova e Venezia ed è una vasta area che comprende Piove di sacco, il paese più importante; l’area si chiama Saccisica, si trovano nel territorio di Correzzola. Se si lo si vuole percorrere a passo lento magari in bicicletta, si possono osservare delle grandi case formate da un blocco abitativo e il restante da un portico con arcate a tutto sesto che un tempo ospitavano i granai, il fienile, la stalla e la cantina. Sorgono in un terreno più alto del piano campagna perché dovevano essere salvaguardate dalle possibili inondazioni dei fiumi che attraversano questi luoghi.

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L’orto de casa, “Ora et Labora”

Posted by on Mag 9, 2020 in Diario, gite, la corte, storie paesane | 0 comments

L’orto de casa e “Ora et Labora” sono frasi ben legate tra loro per descrivere la località di Correzzola. Un comune che si trova a sud-est di Padova, nella Saccisica il territorio che lambisce l’area valliva della laguna sud di Venezia, la incontriamo anche percorrendo gli argini del fiume Bacchiglione andando verso Chioggia da Padova, nella pista ciclabile che ho chiamato “Ciclovia degli Aviatori”, perché il tracciato parte e passa nei luoghi che ricordano i primi voli effettuati con aeromobili in Italia compresi quelli del pioniere Leonino da Zara. Ha sorvolata sicuramente questi posti con il suo velivolo, circa 100 anni fa, per l’ardente desiderio di vedere il mare, dal cielo.

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Alcuni ricordi di scuola

Posted by on Ott 4, 2019 in Diario, la scuola, storie paesane | 0 comments

Alcuni decenni fa la scuola iniziava il primo di ottobre e molti di noi, sono certo, si ricordano la commovente emozione che si provava quel giorno. Soprattutto chi iniziava per la prima volta a frequentare la scuola elementare impegnati ad affrontare il difficile atto di sfilare la mano da quella della mamma o del papà per essere accolti da un’altra persona, la maestra, una amorevole donna vestita con un grembiule scuro, diversa dalle suore dell’asilo infantile, sempre sorridente verso i nuovi bambini almeno quel giorno e i giorni seguenti. In tutte le classi c’erano maestre donne e raramente si incontrava il maestro e chi doveva iniziare la scuola per la prima volta, si abbandonava a qualche pianto, non perché colto da una nuova emozione ma per la paura di doversi staccare dalla mamma, che era più forte.

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