Pages Navigation Menu

foto, lettere, diari, poesie, racconti, ricette

Far fiò

Posted by on Gen 25, 2017 in Diario, La casa | 1 comment

F ar fiò” deriva sicuramente da “filare”, la tipica occupazione delle donne quando trasformavano la materia grezza come la lana, il cotone e realizzavano il filato da adoperare per creare tessuti e poi capi da indossare, ma si può anche tradurre dalla parola greca “filè” che vuol dire “stare assieme, in compagnia” come tutte quelle serate vissute nelle stalle quando nelle case di una volta non c’era riscaldamento e neppure la corrente elettrica.

Read More

Cativi come ea peste

Posted by on Ago 15, 2016 in Diario, la corte | 0 comments

L’estate era l’occasione per vivere intensamente all’aria aperta, i giorni caldi e lunghi costituivano l’ingrediente favorevole per inventare giochi e sfide infinite, l’interruzione delle lezioni scolastiche per fare le vacanze, garantivano ai tanti bambini la grande opportunità di svagarsi in diversi giochi come quello di correre calciando un pallone fatto di stracci appallottolati e legati da uno spago, anche inseguire uno qualsiasi degli animali presenti nella corte di casa diventava un gioco, ma anche le infinite sfide a squadre inventate sul momento.

Read More

Il cambio di stagione

Posted by on Giu 18, 2016 in Diario, La casa, la corte | 0 comments

Q uando arrivava la bella stagione e le temperature cambiavano sensibilmente, in tutte le case si assisteva alla grande frenesia di questo cambio di stagione. “El cambio de stajon” voleva dire disfarsi di tutti gli indumenti usati durante l’inverno e tirar fuori dai bauli adagiati sugli angoli delle stanze o negli stanzoni enormi del sottotetto chiamati solitamente i granai, “el granaro”, perché luogo adatto alla conservazione delle granaglie raccolte durante la mietitura, sempre ben controllato dai gatti intenti a distruggere i topi che si annidavano, sia cacciandoli che facendoli fuggire lontano.

Read More

Colombi e bovoletti

Posted by on Mar 3, 2016 in Diario, la cucina, storie paesane, viaggi | 0 comments

 Sior, astu sentì! I vol tajare i cojoni”, “Senti mi è giunta voce che vogliono togliere i c…”,

“Mah!” espressione di dubbio.

“Sastu caro! l’altra volta i gà taja i osei” “lo sai sì o no! che l’altra volta ci hanno tolto le Oselle”.

“Mah! A furia de tajare i me slonga ea quaresima” dal dubbio all’affermazione per dire che di sforbiciate in sforbiciate si allungano i giorni di sacrificio.

“Ancoi speremo de no vedar taja anca i bovoletti”, “adesso speriamo che non tolgano anche le chiocciole”.

Read More

Il pastore Edoardo

Posted by on Gen 5, 2016 in Diario, la cucina, storie paesane | 0 comments

Mi sembra di averlo già scritto ma mi piace ripeterlo: “sono nato in una casa che aveva anche una osteria e a fianco un piccolo negozio di generi alimentari, si trovava in un borgo della campagna del conselvano”, poco distante c’era una chiesa curata da un prete semplice e modesto ma pieno di inventiva e di fronte alla chiesa in una piccola, ma proprio piccola costruzione c’erano le scuole elementari (a quel tempo si chiamavano così) e ho iniziato a frequentarle all’età di sei anni in una classe mista, assieme a quelli del secondo anno. 

Read More

Nibie nostrane

Posted by on Dic 8, 2015 in Diario, la cucina | 0 comments

“Nibie nostrane” sono le nebbie di casa nostra, le nebbie della bassa padovana, che si vedono spesso in questa stagione, nel passaggio che va dall’autunno all’inverno. Arrivano perché sono favorite dalle condizioni climatiche e possono comparire già dal mattino presto. Vedi il vapore che si alza dalla terra, una densa coltre bianca che piano piano avvolge tutto d’intorno e poi rimane lì ferma a creare uno strato di velo dove i colori sbiadiscono si annacquano perdono la brillantezza e sembrano dilatarsi d’intorno proprio come nei quadri di certi pittori.

Read More