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La dote in un documento

La dote in un documento

Il 25 novembre 1863 il signor Pasquale Codogno decide di chiamare uno stimatore affinché prepari un documento di “dote” da consegnare ad Antonio Nequinio che ha deciso, si legge, di unirsi in “santo matrimonio” con Maria Antonia Codogno. Questo documento è molto importante perché stabilisce che vengono consegnati ai fururi sposi dei beni stimati e quantificati in lire correnti (austriache).

Così si legge dopo l’intestazione di rito: “A richiesta di Pasquale Codogno fu Giuseppe di questo mi sono sovrascrito (sovrascitto, senza doppia come si usa in Veneto) io sottoscritto stimatore putativo ed a (ha senza h) inventariato li seguenti generi di mobilia, biancheria, vestiti, ori ed argento che il suindicato Codogno ha dato in “dotte” (con la doppia questa volta) alla di lui figlia Maria Antonia che si congiunge in santo matrimonio con Nequinio Antonio domicilio in Casa (c maiuscola) di Santo Pengo, di cui è tenutario (mio bisnonno proveniva dagli Esposti di Padova come è scritto in un altro articolo), dei Ronchi di Casale… poi seguono delle parole a me poco comprensibili. Ed infine tutto un elenco di oggetti con riporti di parole tipiche della nostra parlata: cottole, intimelle, cotton, sottocotole, filli di corona in oro con passotto o passeton con croce alla romana, comò, letto, specchio ecc.. per un totale di lire 917.97 una bella cifra per quel tempo. Il documento viene completato con le seguenti diciture: il sudetto sposo Antonio si chiama di aver ricevuto la qui sopra scritta somma di lire ( e qui forse è riportato il loro valore legale dichiarando che sono austriache); obbligandosi il suddetto a tal somma datale tutti li suoi beni presenti e venturi a scopo di Legge Autorizzando la presente alla presenza delli qui sottopaganti due testimoni per sua validita.

Cro+ce di Antonio Nequinio sposo perché illeterato

Grigolon Sante testimonio alla croce

Cappelletto Angelo testimonio alla croce

Il documento riporta molte parole di difficile comprensione perché scritto a mano da persona seppur colta ma con una calligrafia difficile da leggere e per questo ho dovuto mettere in evidenza solo le parti che ho capito e poi l’originale risulta disperso a causa dell’alluvione che ha coinvolto la casa di mio zio dove era conservato. Questa è una fotocopia che riporta diciture che in alcune parti sono sbiadite forse a causa di una riproduzione scadente. Ma il suo valore culturale per me è molto importante perché fa capire il modo di vivere del tempo dove con la fantasia si possono immaginare i protagonisti della vicenda riuniti nel tinello di casa, chi seduto e chi in piedi vicino allo scrittoio e dopo la firma della stipula sono seguiti altri rituali come la bevuta di un bicchiere di vino buono magari accompagnato da qualche pezzo di pane biscotto o da una fetta di focaccia preparata per l’occasione dalle donne di casa, tenute in disparte, in cucina, attente alla preparazione del pasto.

Dopo l’accordo tra le parti si dava seguito ai preparativi per le nozze che occupavano le rispettive famiglie per diverso tempo infine si celebrava il rito nella chiesa del paese e poi i due novelli sposi potevano ritirarsi nella loro nuova casa che per i miei bisnonni è stato un “casone” col pavimento di terra battuta, il tetto di paglia, le imposte realizzate alla buona con delle tavole recuperate da qualche scarto di altri lavori ma in questo caso utili per creare quel poco di intimità alla nuova famiglia, il focolare per scaldarla e per cuocere il mangiare, il lavabo di pietra per lavare le stoviglie e i piatti; nell’altra stanza il letto dove dormire, arricchito delle stoffe portate dalla dote.

un casone ristrutturato

un casone ristrutturato

E da questa nuova piccola cellula sociale sono nati quattro bambini, tre femmine e un maschio, ed è stato l’inizio della nostra famiglia che tra queste righe cerco di ricordare facendolo diventare un evento unico come lo sono stati tutti gli altri di tutti coloro che stanno leggendo queste righe di ricordi.

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  1. Il cambio di stagione - […] asciugato e stirato lo rimettevano nei grandi bauli portati in casa agli inizi con dentro la dote del matrimonio che poi con…

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