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foto, lettere, diari, poesie, racconti, ricette

Il cambio di stagione

Posted by on Giu 18, 2016 in Diario, La casa, la corte | 0 comments

Q uando arrivava la bella stagione e le temperature cambiavano sensibilmente, in tutte le case si assisteva alla grande frenesia di questo cambio di stagione. “El cambio de stajon” voleva dire disfarsi di tutti gli indumenti usati durante l’inverno e tirar fuori dai bauli adagiati sugli angoli delle stanze o negli stanzoni enormi del sottotetto chiamati solitamente i granai, “el granaro”, perché luogo adatto alla conservazione delle granaglie raccolte durante la mietitura, sempre ben controllato dai gatti intenti a distruggere i topi che si annidavano, sia cacciandoli che facendoli fuggire lontano.

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Fritto, frittate, frittelle

Posted by on Mag 15, 2015 in Ricette del Dogado | 0 comments

 D  alla fondazione di Venezia, sulle barene (isolotti di sabbia e calcare formati dalle sedimentazioni portate dai fiumi che sfociano sul mare Adriatico) vi trovarono rifugio le persone scappate dalle devastazioni di Altino, Treviso, Padova, Este, per opera delle popolazioni guerriere dell’est Europa. Subito dovettero fare i conti con il cibo che potevano fornire la laguna che era piena di pesce e di uccelli migratori, il sale prodotto nelle saline e gli ortaggi ottenuti in queste terre emerse. Alcuni anni dopo la sua fondazione le persone si trasferirono dall’isola di Torcello, troppo piccola, ad una zona più estesa che oggi chiamiamo Castello e poi nella zona di Rivo Alto, poi chiamato Rialto. Nelle zone di terraferma più vicine a loro, i veneziani poterono coltivare dei cereali e la vite. Quindi il pesce pescato veniva servito sulle mense dei veneti in abbondanza e sin dal loro primo insediamento urbano avvenuto nell’isola di Torcello era il piatto principale della dieta di questi poveri pescatori. 

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Potenza dei salmi

Posted by on Lug 10, 2014 in Diario, storie paesane | 0 comments

Questo articolo potrebbe cominciare così:No ghe se più i preti de na volta” e sì perché al parroco o al prete come lo si vuol chiamare gli venivano attribuiti dei poteri che al giorno d’oggi sembrano scomparsi.

Inizio col raccontare un episodio che narrava un parroco del mio piccolo paese, Ronchi del volo, che si trova nella bassa padovana, ma non troppo distante dalla città, lo ricordo molto bene perché ad ogni racconto lui aggiugeva dei dettagli che lasciavano stupiti e forse lui stesso lo arricchiva di particolari per renderlo affascinante e misterioso allo stesso tempo.

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