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foto, lettere, diari, poesie, racconti, ricette

El torototea

Posted by on Giu 19, 2015 in Diario, storie paesane | 0 comments

A volte mi piace ricordare il periodo della mia infanzia che ho trascorso nell’osteria e dove al di la del muro si trovava anche la bottega di “casoin”. Due luoghi importanti perché vi ho visto passare molte persone, due luoghi di passaggi dove a seconda delle stagioni veniva frequentato da personaggi a volte molto singolari. Uno di questi che non ricordo il suo nome di battesimo veniva da tutti chiamato “el torototea” perché quando arrivava si intratteneva per lungo tempo nell’osteria e come faceva sempre raccontava un sacco di notizie sia vere che inventate, sembrava che avesse letto diversi notiziari, ma quasi sicuramente raccoglieva le varie informazioni perché era solito passare per tutte le osteria della zona, finiva sempre i sui lunghi soliloqui dicendo “el torototea, torototà”, quasi a dire che la vita gira, gira, come una trottola, arriva sempre all’inizio e non trova mai la fine del racconto, c’è da dire che le notizie che lo attiravano di più erano quelle riferite a fatti che coinvolgevano la vita privata dei protagonisti, oggi si direbbe il “gossip” e così per forza maggiore assunse anche questo appellativo del quale si vantava e avvisava ogni qual volta si presentava nelle osterie. 

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El diavolon

Posted by on Dic 4, 2014 in Diario, storie paesane | 0 comments

Quando vivevo in una osteria, che era anche bottega “de casoin” mi capitava di assistere a degli episodi che avevano del fantastico. A noi bambini poteva risultare facile mettere tanta fantasia agli avvenimenti perché questa era la nostra natura e poi gli adulti ci aiutavano in continuazione a svilupparla. Infatti le nostre letture erano quasi sempre dei racconti immaginari e a scuola le cose non cambiavano anzi nei nostri libri di lettura tali racconti ricchi di inventiva e distanti dalla vita reale erano stampati con grande abbondanza.
I giorni vicini alle feste di Natale testimoniavano quanto ho appena scritto e infatti nei nostri libri i brevi racconti erano legati alla stagione che si stava vivendo, l’autunno e poi tra pochi giorni l’inverno, le altre, erano fiabe tratte dalle varie storie nordiche che in qualche modo ci preparavano alle feste natalizie, sempre arricchiti di momenti fantasiosi e immaginari.

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Il traghetto di Ciccio

Posted by on Mag 5, 2014 in Diario, storie paesane | 1 comment

Lungo l’argine sinistro del Bacchiglione che va da Bovolenta a Pontelongo si trova una località chiamata Ca’ Molin, sono poche casupole che un tempo erano parte di un borgo raccolto attorno ad una dimora veneziana che poi è stata demolita per far spazio ad una nuova casa di tutt’altra fattura. Un tempo questa zona era centro di interesse per la presenza dei fattori che le famiglie veneziane mettevano per la salvaguardia delle campagne poi con l’avvento del periodo napoleonico molte di queste dimore vennero requisite e di conseguenza abbandonate. Poi piano piano altre famiglie ne divennero i proprietari che ne cambiarono le finalità riducendo le case esistenti a magazzino di prodotti agricoli e se qualcuna ha mantenuto la fisionomia archittettonica di villa per altre toccò la sorte di essere trasformate in case di abitazione dai forti estetismi moderni, altre furono abbattute e ricostrite per far spazio a costruzioni più funzionali ma sicuramente meno belle delle antiche ville.

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Il baccalà in tocio – un baccalà alla polesana

Posted by on Mar 18, 2014 in Diario, La casa, la cucina | 0 comments

I  primi sette anni della mia esistenza li ho vissuti in una osteria di campagna dove sono nato e per questo a diretto contatto con le esperienze di persone, clienti abituali e piatti che uscivano dalla cucina per essere serviti. Sopra alla stufa c’erano pentole che sbuffavano in continuazione, per cucinare o riscaldare del cibo e l’odore di queste pietanze si disperdeva per tutta la casa intasando ogni ambiente anche il più lontano come il ripostiglio e quello sempre chiuso, la soffitta. Nei giorni di Quaresima si cucinavano ingredienti di sicuro non sconosciuti ed erano quelli “di magro”, indicati dalle disposizioni di questo periodo e di antica memoria, c’era sempre qualcuno che insisteva nell’ordinare piatti di carni ma subito veniva virgolettato e consigliato ai piatti di pesce già pronti.

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