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Si quaeris miracula

Posted by on Feb 18, 2020 in Diario, pellegrinaggi | 0 comments

SI QUAERIS MIRACULA, SE CERCHI I MIRACOLI, sono le prime parole di una antichissima preghiera rivolta a sant’Antonio da Padova. Già in altri articoli ho scritto la storia di Fernando da Lisbona, un giovane che poi decise, per vocazione, di farsi monaco, prima con gli Agostiniani e poi “frate” con i “minimi” di frate Francesco di Assisi. Prese il nome di Antonio e visse una vita intensa e ricca di avvenimenti a volte prodigiosi che credo molti conoscono abbastanza bene.

Fu un grande predicatore, tanto da attirare molta gente ai suoi sermoni, percorse molte strade dell’Italia del centro-nord per poi arrivare nel territorio padovano che a quel tempo era dominato da un crudele “signore”, Ezzelino da Romano. Aveva sottomesso con ferocia i suoi sudditi usando tutti i mezzi con polso duro e violento e chi non seguiva le sue leggi veniva carcerato o ucciso. Antonio provò a fronteggiarlo ma senza successo perciò le persone avevano perso ogni speranza di vita dignitosa, costrette a subirne le sue continue provocazioni.

Nonostante ciò e pur nella palese difficoltà molte persone seguivano Antonio, le sue parole e ne facevano tesoro coinvolti certamente dai suoi prodigi che avevano del miracoloso raccontati e divulgati quasi in tempo reale da un passa parola continuo che lo resero così famoso da abbinare al nome di Antonio quello di “Santo”. La storia infatti ci ha insegnato che queste sue doti “magiche” potevano risollevare, quando si era caduti, rianimare quando si era moribondi, incoraggiare quando si aveva perduto la speranza.

Quando l’umile Antonio morì alle porte di Padova, lungo tutto il tragitto della salma fino a Padova, due ali di folla si riunirono per l’ultimo saluto e sconcertati ma allo stesso tempo animati da grande fervore pretesero l’immediata santificazione del frate che avvenne di lì a poco, un mese e mezzo dopo la data della sua sepoltura. E Antonio continuò a far miracoli, da chi lo invocava con fede, anche dopo la morte e sono migliaia tanto che ben presto aveva perso il suo nome ed era diventato “il Santo dei miracoli”. Ancora oggi la Basilica di Padova non porta il suo nome ma è conosciuta come la Basilica del Santo ed è frequentata da migliaia di persone di ogni provenienza del mondo che si fermano alla sua tomba per chiedere ogni sorta di conforto e aiuto. Di certo attraverso la sua grazia continuano a succedere degli eventi che si possono dire miracolosi perché fino a poco tempo prima di difficile risoluzione.

Anche a me è capitata una circostanza da definirsi straordinaria che partiva da una diagnosi medica molto difficile e complicata ma poi ha trovato una soluzione inaspettata, “miracolosa” appunto dopo che avevo chiesto la sua intercessione.

Sarà per questo che oggi, forse stupito da avvenimenti piuttosto drammatici, mi è risuonata dentro alla testa una antica preghiera che sentivo recitare dalle persone in casa quando ormai sembrava di aver toccato il fondo ed era così difficile rialzarsi. Eccola sia in latino che era la lingua conosciuta anticamente e poi in italiano in modo da facilitare la lettura. In Latino:

Si quæris miracula
mors, error, calamitas,
dæmon, lepra fugiunt,
ægri surgunt sani.

Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani.

Pereunt pericula,
cessat et necessitas;
narrent hi, qui sentiunt,
dicant Paduani.

Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani.

Glória Patri et Filio
et Spíritui Sancto.
Sicut erat in princípio,
et nunc et semper
et in sæcula sæcolorum.

Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani.

La versione italiana:

Se tu cerchi i miracoli 
la morte, l’errore, le disgrazie,
il demonio e la lebbra fuggono,
i malati si rialzano sani.

Si placa il mare, cadono le catene; 
le membra sono risanate;
i giovani e i vecchi cercano
e ritrovano le cose perdute.

Svaniscono i pericoli, 
e cessano le miserie,
lo dicano coloro che l’hanno provato,
specialmente i Padovani.

Si placa il mare, cadono le catene;
le membra sono risanate; 
i giovani e i vecchi cercano
e ritrovano le cose perdute.

Sia gloria al Padre e al Figlio 
e allo Spirito Santo.
Com’era in principio
ora e sempre nei secoli.

Si placa il mare, cadono le catene; 
le membra sono risanate;
i giovani e i vecchi cercano
e ritrovano le cose perdute.

Le foto appartengono alle collezioni di Paolo N. e Anna V.

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Alcuni ricordi di scuola

Posted by on Ott 4, 2019 in Diario, la scuola, storie paesane | 0 comments

Alcuni decenni fa la scuola iniziava il primo di ottobre e molti di noi, sono certo, si ricordano la commovente emozione che si provava quel giorno. Soprattutto chi iniziava per la prima volta a frequentare la scuola elementare impegnati ad affrontare il difficile atto di sfilare la mano da quella della mamma o del papà per essere accolti da un’altra persona, la maestra, una amorevole donna vestita con un grembiule scuro, diversa dalle suore dell’asilo infantile, sempre sorridente verso i nuovi bambini almeno quel giorno e i giorni seguenti. In tutte le classi c’erano maestre donne e raramente si incontrava il maestro e chi doveva iniziare la scuola per la prima volta, si abbandonava a qualche pianto, non perché colto da una nuova emozione ma per la paura di doversi staccare dalla mamma, che era più forte.

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Una gita al mare

Posted by on Lug 20, 2019 in Diario, gite, vacanze | 0 comments

Alcuni giorni prima il papà ci aveva promesso che si sarebbe preso un giorno di ferie per portarci al mare e per mantenere la promessa aveva indicato il giorno della Madonna del Carmelo, il 16 luglio. Pensava di portarci con la sua bicicletta e diceva vedrete che pedalando con calma anche se le strade sono sassose, proprio come lo erano a quel tempo, vi porterò al mare. Era distante da casa una quindicina di chilometri.

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Un fia’

Posted by on Apr 5, 2019 in Diario, la cucina, storie paesane, viaggi | 0 comments

“Un fia’!” sta a significare il tempo di “un respiro”, poche lettere, però da sempre dette come unità di misura, un modo di dire una affermazione e a volte un imperativo. “Un fia’!” vuol dire un poco. Quanto? Un poco, non importa quanto, un po’ è un poco e basta, di seguito cercherò di spiegarlo elencando una serie di circostanze, piccoli episodi dove viene usato, temendo di non presentarli tutti. 

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Equinozio d’autunno

Posted by on Set 24, 2018 in Diario, storie paesane | 0 comments

Da sempre il 21 di settembre è indicato nel calendario con l’inizio dell’autunno, gli astronomi poi spostano questa fase stagionale al giorno dopo o due giorni dopo ma poco importa per tutti noi persone comuni, perché quello che ci interessa è che finisce l’estate e cioè accantoniamo quel tempo assolato e pieno di calore, di luce e di libertà, di vita all’aria aperta, tra gite, vacanze, le tipiche ferie o l’astensione dal lavoro, di un paio di settimane, giusto il tempo di riposarsi un poco dopo un anno quasi intero di attività.

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Solstizio d’estate

Posted by on Giu 20, 2018 in Diario, storie paesane, Visti da vicino e da lontano | 0 comments

Mi ero svegliato molto presto quella mattina del solstizio d’estate perché intuivo il nascere di una giornata molto limpida e se mi sbrigavo potevo cogliere la luce migliore per le mie fotografie che dovevo fare nel bosco, un bel posto molto rigoglioso. Sono partito che stava albeggiando e mi sono diretto verso la macchia alberata che distava diversi minuti da casa ma ero sicuro che allo spuntare del sole potevo cogliere dei riflessi che in altre ore del giorno non si potevano ammirare ed infatti lo spettacolo che solo per poco avevo immaginato si dispiegò in tutto il suo splendore. Ho cominciato a fare alcune inquadrature finché lo sguardo venne attratto da una presenza che si poteva notare appena perché semi nascosta dalle fronde degli alberi che si alzavano alti intorno a me e con un certo timore ho deciso di avvicinarmi per poterla individuare con chiarezza. Era una giovane ragazza ed era anche poco coperta di abiti.

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