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25 aprile festa del bocolo

Posted by on Apr 11, 2016 in Diario, storie paesane | 0 comments

I l 25 Aprile a Venezia non è solo la festa del santo patrono, san Marco coincide anche con un’altra festa che si chiama “festa del bocolo”, “festa del bocciolo”, di rosa rossa. A Venezia si dice che per spiegare l’origine di questa festa si ricordano due leggende, una vede coinvolti due amanti che i rispettivi genitori rendono difficile ogni loro relazione e possibile unione. Maria figlia di patrizi veneziani, fa di cognome Partecipazio e quindi diretta discendente dello stesso casato del doge divenuto famoso quando accolse con grandi festeggiamenti le spoglie del santo evangelista acclamato da tutti santo protettore di Venezia, mentre il suo “moroso”, fidanzato, della graziosa fanciulla era un giovane di nome Tancredi di modesta estrazione sociale. La leggenda continua e racconta che per far bella figura verso i familiari di Maria il giovane Tancredi decise di arruolarsi nell’esercito per potersi guadagnare degli onori dalle sue battaglie, peccato però che durante un feroce conflitto venne colpito a morte e tutto sanguinante, sul punto di esalare l’ultimo respiro affida al suo compagno d’arme un bocciolo di rosa rosso da consegnare personalmente alla sua amata che con ansia lo stava aspettando a Venezia. Il compagno d’arme di Tancredi eseguì alla lettera l’ordine affidatogli e giunse nella città lagunare quando erano in corso i festeggiamenti per onorare il santo patrono Marco, si avviò velocemente alla casa di Maria per informarla della tragica notizia sul suo amato e lei straziata dal dolore preferì morire anziché ricominciare una nuova vita.

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Il baccalà in tocio – un baccalà alla polesana

Posted by on Mar 18, 2014 in Diario, La casa, la cucina | 0 comments

I  primi sette anni della mia esistenza li ho vissuti in una osteria di campagna dove sono nato e per questo a diretto contatto con le esperienze di persone, clienti abituali e piatti che uscivano dalla cucina per essere serviti. Sopra alla stufa c’erano pentole che sbuffavano in continuazione, per cucinare o riscaldare del cibo e l’odore di queste pietanze si disperdeva per tutta la casa intasando ogni ambiente anche il più lontano come il ripostiglio e quello sempre chiuso, la soffitta. Nei giorni di Quaresima si cucinavano ingredienti di sicuro non sconosciuti ed erano quelli “di magro”, indicati dalle disposizioni di questo periodo e di antica memoria, c’era sempre qualcuno che insisteva nell’ordinare piatti di carni ma subito veniva virgolettato e consigliato ai piatti di pesce già pronti.

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