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foto, lettere, diari, poesie, racconti, ricette

Fritto, frittate, frittelle

Posted by on Mag 15, 2015 in Ricette del Dogado | 0 comments

 D  alla fondazione di Venezia, sulle barene (isolotti di sabbia e calcare formati dalle sedimentazioni portate dai fiumi che sfociano sul mare Adriatico) vi trovarono rifugio le persone scappate dalle devastazioni di Altino, Treviso, Padova, Este, per opera delle popolazioni guerriere dell’est Europa. Subito dovettero fare i conti con il cibo che potevano fornire la laguna che era piena di pesce e di uccelli migratori, il sale prodotto nelle saline e gli ortaggi ottenuti in queste terre emerse. Alcuni anni dopo la sua fondazione le persone si trasferirono dall’isola di Torcello, troppo piccola, ad una zona più estesa che oggi chiamiamo Castello e poi nella zona di Rivo Alto, poi chiamato Rialto. Nelle zone di terraferma più vicine a loro, i veneziani poterono coltivare dei cereali e la vite. Quindi il pesce pescato veniva servito sulle mense dei veneti in abbondanza e sin dal loro primo insediamento urbano avvenuto nell’isola di Torcello era il piatto principale della dieta di questi poveri pescatori. 

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Tre uova prese di nascosto

Posted by on Mar 27, 2015 in Diario, La casa, la corte | 0 comments

“Tre ovi tolti de scondon” poteva essere questo il titolo della breve storia che vi voglio raccontare.

Antonella e Laura erano grandi amiche, frequentavano la stessa classe e vivevano in due case vicine e sulla stessa via, le abitazioni erano una di fronte all’altra e perciò nei pomeriggi liberi, dopo la scuola si trovavano spesso a giocare insieme. Dentro alla proprietà di Antonella e vicino alla casona si trovava della vigna, non troppe piante, utili alla famiglia, di fronte all’uscio di casa c’era una baracca e dietro ad essa la stalletta del maiale, poco più in là dove terminavano i filari c’era uno spiazzo di prato tutto recintato da una siepe alta che proteggeva la cesura e le viti dalle folate di vento. In questo angolo quasi intimo le due bambine avevano portato dei ceppi di legno per improvvisare una specie di salotto che occupavano nelle giornate di bel tempo, dove intavolavano dialoghi e faccende con le loro due bambole di pezza. 

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