Il baccalà mantecato alla veneziana
Il baccalà è un pesce che viene dai mari del nord Europa, il suo vero nome è merluzzo ed è conosciuto e usato per fare dei buoni piatti in molte cucine, viene pescato e poi preparato sia per essere consumato fresco, per essere conservato lo mettono sotto sale, oppure essiccato ai venti freddi del nord. Ma come sia giunto a Venezia, la seconda metà del Quattrocento, vorrei farlo aiutato da una commedia teatrale che ho inventata prendendo spunto dalla lettura di un paio di libri dove si racconta la storia che è poi conservata negli archivi di stato della Repubblica Serenissima e dopo averne interpretato per un poco la mentalità veneziana
Il luogo è la sala del Senato di Palazzo Ducale al cospetto dei Magistrati della Serenissima Repubblica, tra i presenti c’è il doge Francesco Foscari e tutto il Consiglio, al centro sta per parlare il capitano da mar Piero Querini, gesticola ed è molto impacciato, deve leggere la sua relazione trascritta dal nostromo Cristoforo Fioravante e riveduta da Nicolò di Michiel suoi luogotenenti e devono rendere conto del loro viaggio, ricco di imprevisti tragici ed anche affascinanti effettuato da Candia (l’attuale Creta), fino alle lontane e sconosciute isole Lofoten in Norvegia, nel terzo decennio del 1400.
Read MoreLa dote
Il 25 novembre 1863 il signor Pasquale Codogno viene a sapere che sua figlia Maria Antonia e Antonio Nequinio hanno intenzione di sposarsi così decide di chiamare uno stimatore putativo (credo incaricato) affinché prepari un documento di “dote” da consegnare alla famiglia di Pengo Sante dove risiedeva il diciassettenne Antonio Nequinio, come mai a quest’età così giovane? Della loro storia personale nessuno ha mai raccontato e adesso diventa ancor più difficile ricomporre tutti i vari passaggi, si sa che una volta ci si sposava così giovani solo in caso di estrema necessità con qualcosa di segreto che non era esplicito comunicare a tutti.
Read MoreLa bicicletta
La bicicletta non è mai stata solo un mezzo di svago o passatempo come viene usata oggi da molti appassionati e realizzata con le migliori tecniche e materiali per renderla leggera e performante, alcuni modelli si possono usare su ogni superficie stradale. Un tempo veniva usata molto spesso per spostarsi per andare al lavoro vista la carenza di altri mezzi di trasporto ed era fatta di ferro aveva pneumatici di gomma piena, usava dei freni a bacchetta e dei tappi per ridurre la velocità costruiti artigianalmente dal meccanico del paese, aveva un lumino per illuminare la strada di notte che usava del liquido infiammabile, una sella di cuoio resistente e delle molle per attutire le frequenti buche del pavimento stradale. La robusta catena veniva oliata con del grasso per non farla cigolare ed era senza alcuna protezione così costringeva il ciclista ad alzare i pantaloni per non sporcarli di unto tanto che ad un certo punto sono diventati di uso comune soprattutto dai militari che per lo stesso scopo non si sporcavano di fango durante le trasferte, inoltre questo modello “sport o alla zuava” permetteva di non impigliare la stoffa del pantalone tra le maglie della catena, lacerandola.
Read MoreIl battesimo
Nella storia delle famiglie di una volta festeggiare un battesimo non era una novità tutt’altro era una consuetudine perché i bambini nascevano anche uno o addirittura due in un anno e sempre portavano allegria e speranza perché seppure accolti in case umili che a volte era pure un casone col tetto di paglia comunque una nuova vita riusciva a dare vivacità alla famiglia. Come di consueto e seguendo la tradizione del tempo era sempre un parente diretto quello incaricato a portare la notizia della nuova nascita a tutti gli altri e non doveva necessariamente essere una donna che aveva altre faccende da seguire subito dopo ci si doveva recare al Comune per la registrazione nel libro dell’Anagrafe e come succedeva spesso se non c’erano i testimoni si recuperavano i soliti due che stazionavano sull’uscio in cambio poi di un compenso rilasciato dal padre del nascituro, contavano molto i due che lo accompagnavano perché dovevano testimoniare il vero anche se alle volte qualche grossolano errore si è sempre verificato, quando situazioni pericolose o avverse avevano impedito l’immediata registrazione (poteva essere una tormenta di neve o eventi bellici pericolosi per l’incolumità delle persone radunate nel Comune), così si ricordano persone come una zia che convinta di essere nata in un giorno poi nel registro venne iscritta con due giorni di ritardo.
Read MoreLa camera dei genitori
La camera dei genitori è quel luogo che più di ogni altro ha alimentato la fantasia di noi piccoli, c’era il lettone grande che riusciva ad accogliere tutti, bastava stringersi, dove ti rifugiavi quando eri ammalato o avevi qualche tristezza e dove potevi piangere senza timore e la solitudine svaniva.
Quanti giorni di febbre o qualsiasi altra malattia, la varicella, la scarlattina, il morbillo o la periodica influenza, abbiamo smaltiti in questo angolo di quiete dove il timore svaniva perché eri avvolto da una forma di protezione, invisibile ma ben percepita.
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