Le amiche
L’amicizia a volte supera l’amore. Tante volte si sono sentite queste parole ascoltando due persone che ci confidano come è cresciuta tra loro la conoscenza, la solidarietà, l’intimità, anche la passione per se stesse o per qualcosa che le accomuna, l’empatia, la condivisione, tale e forte da scambiarsi anche delle robe che appartengono a una o all’altra persona, oppure l’affettività che diventa compassione e tale da essere, in alcuni casi fuori dalle consuetudini tanto da far stupire chi osserva e magari poi intervenire con qualche malizioso commento.
Già lo so che la morbosità non produce mai dei frutti buoni, so che giudicare vedendo una situazione dal di fuori è quantomeno sbagliato perché è molto più utile prima informarsi e poi semmai trarre le dovute conclusioni e so che al giorno d’oggi sono molti i canali dove vengono raccontate tante vicende anche molto intime, non fa più scalpore individuare un’amicizia così forte da diventare amore vero, tra due persone dello stesso sesso.

Il pozzo
Era la fonte d’acqua per una famiglia o anche di più famiglie quindi era la fonte di vita, poteva essere stato scavato in un luogo pubblico come in un incrocio di due strade “nea crosara”, o sul lato di una “caresà” usata come un passaggio di rispetto creato in mezzo ai campi per far passare gli animali da condurre al pascolo o i carri pieni di merci, derrate agricole raccolte nei mesi più temperati. Era un punto di ritrovo tra l’andirivieni dal lavoro dei campi infatti le mandrie si fermavano al pozzo per dissetarsi, usato anche per rinfrescarsi quando faceva molto caldo e poi serviva per innaffiare le verdure dell’orto ed anche i fiori del giardino. Lo potevi trovare anche vicino alla casa o nel mezzo di un cortile e la scelta seguiva la falda d’acqua che passava sotto nella profondità del terreno dove in quel dato punto si procedeva allo scavo. E chi lo stabiliva aveva una dovuta esperienza in questo tipo di scavi, uomini che sapevano usare alcuni strumenti a dir poco empirici come la verga o il pendolo, che mio nonno usava per individuare il luogo esatto della falda e mi hanno confermato che non sbagliava quando si trattava di trovare una buona fonte di acqua e la garantiva pure nei periodi di siccità, in questo caso però se scarseggiava veniva controllata, razionata, così da evitare la sua mancanza seguendo un regolamento utile per tutti.
Si poteva trovare anche vicino alla casa o nel mezzo di un cortile perché la scelta, doveva seguire la falda dell’acqua che passava sotto nel terreno e in quel punto si procedeva allo scavo. Esistevano persone che usando degli strumenti un poco empirici la individuavano, tipo la verga o il pendolo, mio nonno era uno di questi e quando l’acqua abbondava allora si poteva usare senza timore, però se arrivava la siccità e scarseggiava allora era controllata e razionata seguendo un regolamento non scritto ma utile a tutti.
Read MoreIl nonno
Mio nonno paterno si chiamava Giuseppe e quando ho cominciato ad occuparmi, in questo sito, di trascrivere o meglio riscrivere le nostre storie mi sono ritrovato in mano diversi appunti e addirittura una cronistoria della sua famiglia che poi sarebbe diventata anche parte della mia.
Ha scritto un diario che ha chiamato “Memorie”, dove annotava i fatti accaduti nella sua famiglia e non solo e lo ha fatto per molti anni, un modo per trasmettere ai figli le sue esperienze vissute da solo o anche con altri componenti della famiglia e questi appunti poco per volta li scopriremo perché sono l’espressione di un modo di vivere che noi adesso abbiamo proprio tralasciato, se non addirittura dimenticato.
Read MoreLa nonna
La nonna Luigia (le persone con confidenza la chiamavano Gigia o Gigetta) era una persona mite, buona e semplice, dai lunghi capelli crespi, raccolti sul capo dopo che si era fatta tante trecce e formavano una aureola che teneva salda conficcando tra esse delle lunghe forcine color marrone.
Si è occupata per molti anni della sua famiglia composta di sette figli allevati con grande forza e particolare affetto e anche di un negozio di generi alimentari, ma più che un negozio era un piccolo mercatino dove si trovavano anche altre cose oltre agli alimenti, ed era parte di una casa molto vecchia posta in un incrocio tra due strade, “crosara”, in un piccolo paese della bassa padovana, sul ciglio della strada principale e la casa e il negozio sembravano messi lì apposta per essere di aiuto alle famiglie d’intorno, e questa casa esiste ancora oggi.
Read MoreIl Cassetto dei Ricordi
È un cassetto di casa, posto in un luogo “sicuro”, vicino, dove potervi accedere ogni volta che ci attrae, sono riposti tanti momenti della vita, ben vissuta, dignitosa, accompagnata da esperienze felici e dolorose. Questo scrigno riposto nel comò di una camera o in quel grande mobile del “tinello”, così si chiamava quello che oggi è diventato il salotto di casa, sono conservati i sospiri, le apprensioni, i sorrisi, i momenti gioiosi, le conquiste e le sconfitte.
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