La neve
Se ci capita di ascoltare dei vecchi racconti e si discute di tempo (meteorologico), allora ci si trova daccordo nel dire che una volta era tutto molto diverso, perché l’inverno era inverno e così pure le altre stagioni.
Read MoreEl sa da bon
“El sa da bon”, “sa di buono”, “quello è buono”, una frase semplice, ma chissà quante volte una mamma l’ha detta al suo bambino, magari subito dopo un bagnetto o solo prendendolo in braccio, poche parole ma che contengono tanti propositi. È passato un anno da quando è stata iniziata questa avventura e naturalmente sembra ieri che si stava farfugliando le prime idee su come creare questo blog, la sua impostazione, la sua missione, sulla estetica, su chi si doveva occupare delle ricerche storiche e fotografiche, su chi doveva scrivere gli articoli, ma anche la sua apertura sul mondo, con lo scopo di far conoscere quella vita che sembrava dimenticata.
Read MoreUna insolita vigilia
A volte succedono delle cose che ti rimangono nella memoria per lungo tempo, ogni tanto le riprendi con la fantasia e vorresti riviverle perché quasi nate da una fiaba.
Read MoreL’ultimo dell’anno
Sono nato in una casa che si trovava nella bassa padovana vicino alla cittadina di Conselve, (mi piace ripeterlo), dove c’era una osteria e un negozio di generi alimentari e ci sono rimasto fino all’età di 7 anni, poi con la famiglia abbiamo traslocato nella casa dei nonni paterni in un paese Ronchi sempre nella bassa padovana vicino a Casalserugo. Non cambiò molto perché anche qua c’era un negozio di “casoin“, “generi alimentari“, più che altro si vendeva di tutto, a parte le stoffe, ed era gestito da mia nonna e da una zia che di nome faceva Agnese anche se il suo primo nome era Giulia.
Questa era la casa “vecchia” quella costruita da mio nonno nei primi anni del Novecento; si dedicava alla conduzione dei campi e la zia che aiutava la nonna era prossima alle nozze e la nonna ormai vicina all’età della pensione intravedeva la imminente chiusura del negozio e mio papà decise di subentrare nella sua conduzione, questo trasloco io non lo ricordo molto bene ma mi rimase dentro tanta tristezza perché mi distaccavo dai miei cugini, unici compagni di giochi e scorribande.
Read MoreLe vacanze di Natale
Chissà che delusione quando avete provato a guardare questo blog e non avete trovato un articolo che raccontava del Natale. In effetti ora mi devo far perdonare ma se non sono riuscito a scrivere nulla è anche a motivo del grande disinteresse che ho riscontrato d’intorno e a ragione perché purtroppo abbiamo completamente dimenticato il vero significato di questa festa.
Read MoreI giorni del maiale
Dopo la sua fuga per i campi assieme a tutti i suoi cuccioli, la scrofa aveva fatto ritorno a casa e sappiamo anche con quale intercessione tutto era andato a buon fine. Naturale che alcuni dei maialini erano andati ad occupare le stalle preparate per loro, “staete del porseo”, nelle corti dei dintorni, venduti ovviamnte. La scrofa e uno dei suoi piccoli erano rimasti nella famiglia dove avvenne il fatto miracoloso del ritrovamento e passati i giorni dell’ingrasso, quello che era un maialino adesso aveva raggiunto la bella stazza di circa 150 chili e quindi era pronto per essere ucciso e macellato per fare degli ottimi salami, pancette, sopresse, cotecchini.
Read MoreSalta Martin
Salta Martin è una tipica espressione veneta, molto sintetica ma che esprime con molta immediatezza il fine per il quale è stata formulata: vuol dire spostarsi da un luogo per occuparne un’altro.
Come ho scritto precedentemente i giorni vicini alla festa di san Martino, vescovo di Tours, ricordato l’11 di novembre, si rinnovavano i contratti d’affitto dei mezzadri e allora succedeva che ci si doveva incontrare tra proprietari dei campi e fittavoli per accordarsi se continuare col contratto precedente o se si doveva modificare in qualche sua clausola con il pericolo di un doloroso cambio di gestione, per cui si dovevano lasciare quelli fino ad ora lavorati e trovarne degli altri da governare per soddisfare alle necessità della famiglia.
Da san Martin castagne e vin (grinton)
“La dimenticanza perde i popoli e le nazioni, perché le nazioni altro non sono che memoria“. Questo è quanto scriveva Niccolò Tommaseo, scrittore di fama, laureatosi a Padova agli inizi dell’ottocento, di origini dalmate.
Tralascio di scrivere la storia e la vita di san Martino che potete travare in moltissimi altri modi diversi da questo semplice diario, qui vorrei scrivere un fatto vero, di quelli che si ricordano, perché legato a questo periodo, del tutto simile a quello vissuto dai loro padri e i dai padri dei loro padri, quindi una esperienza tipica dei paesi di campagna che hanno in san Martino un riferimento importante perché legato a delle tradizioni che solo nel mondo rurale di un tempo richiamano a dei riti che non lasciano spazio alla casualità e per questo vissuto da una famiglia che conosco.
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