Le giuggiole
Tempo fa la scuola cominciava il primo di ottobre ed era sempre un giorno triste perché interrompeva la stagione dei giochi fatti all’aria aperta. Ad avvisarmi che stava arrivando quel giorno era l’albero del giuggiolo “le sisoe” che cambiavano colore diventando da verde chiaro a marroncino, voleva dire che la loro maturazione progrediva e si preparavano ad essere colte.
Read MoreGiorni di vendemmia
Nelle campagne del triveneto sono giorni di vendemmia, i grappoli vengono recisi dai tralci, si mettono nelle ceste per poi portarle nella “caneva“, qui vengono pigiati dentro al “tinasso“, nell’aria un intenso profumo di mosto, tra un via vai di uomini che le portano colme d’uva. Nei campi le donne cantano, i ragazzini chiassosi si divertono a giocare tra i filari di viti e il sole alto insiste a scaldare l’aria, le braccia e le gambe ancora nude vogliono essere accarezzate dagli ultimi tepori dell’estate che ormai si sta consumando pur allietata dalle note squillanti e dalle risate festose dei lavoratori a giornata convenuti a vendemmiare nella “cesura”.
Read MorePiero e la fisarmonica
L’estate vuol dire, il sole caldo, l’afa, il lavoro continuo sui campi a raccogliere il fieno, le “bietole” e poi tutti gli altri lavori che richiedevano molta attenzione, l’orto, la stalla, la cantina da preparare per la prossima vendemmia, il pollaio, la porcilaia, la vigna che doveva essere sfrondata per far passare più luce possibile, il granaio che doveva essere preparato per il granoturco, i campi di barbabietole da estirpare per essere consegnate al zuccherificio, mai un attimo di pace, di tranquillità, fin quando il sole tramontava e piuttosto stanchi si cenava mangiando pollo arrosto con polenta, sempre presente sulle tavole di una volta, qualche pomodoro tagliato e condito, se andava bene una zuppa di verdure o cereali.
Read MoreLa rugiada di san Giovanni
Èappena passata la notte e spunta l’alba del giorno “magico”, quello del 24 giugno, il calendario ci ricorda che è la “natività di san Giovanni Battista”, cugino di Gesù. Le scritture del Vangelo scrivono di lui dal momento in cui decide di trascorrere un periodo in disparte nel deserto per fortificare lo spirito e diventare un grande profeta, poi si ricopre di una pelle di cammello e vaga di paese in paese a proclamare la carità, il perdono ed anche la capacità di una vita il più possibile senza colpe.
Read MoreLa notte di san Giovanni
Questo articolo nasce un poco scomposto a causa della tante notizie raccolte e che non sono riuscito a riordinare anche se sapevo di dover scrivere qualcosa del periodo più ricco dell’anno astronomico “il solstizio d’estate“. Per la vita nelle campagne erano tanti i lavori che si dovevano fare in questi giorni così importanti; c’era la mietitura del grano e dell’orzo, i fuselli di spighe venivano falciati tra queste date importanti: il 21 giugno inizio d’estate, il 24 giugno la natività di san Giovanni Battista e il 29 giugno festa dei santi Pietro e Paolo, allora si diceva “a san Giovan col pugno in man“, per indicare le spighe in pugno così ricche e secche già abili alla macina per produrre la buona farina per fare il pane e le focacce. Uomini col falcetto “le sesole” e organizzati in file precise che dovevano tagliarle e raccoglierle in fasci per poi formare dei mucchi di sette le “crosete“, dietro a loro i carri con i buoi legati al timone quattro per carro e altri due uomini ai lati del carro con la forca che lo caricavano di fasci di spighe, a passo lento ma a volte le bestie si fermavano.
Read MoreLa pasquetta
Il “Lunedì dell’Angelo” è il giorno successivo alla festa di Pasqua e qualcuno lo chiama “pasquetta”, anche se molti decenni fa questo nome veniva attribuito al giorno dell’Epifania che è il 6 di gennaio. Dopo la riforma attuata sul calendario è consuetudine ormai festeggiare la Pasqua la domenica dopo il plenilunio di marzo e sempre quello successivo all’equinozio di primavera, il “lunedì dell’angelo” è quello dopo, stampato sul calendario con il colore dei giorni di festa, un giorno di vacanza e di ferie per chi va a scuola o al lavoro.
Read MoreIl pranzo di Pasqua
N ella casona di mia nonna finalmente si respirava aria di festa, la vita ripartiva alle prime luci dell’alba, chi doveva andare nella stalla a sistemare le mucche, a foraggiarle perché le povere bestie dovevano mangiare e poi essere munte per raccogliere una buona quantità di latte, sia per il sostentamento della famiglia che per darlo al “lataroeo” lattaio, che passava nel primo pomeriggio per portarsi via quello venduto.
Read MoreLa Pasqua – festa granda
“ Nonna raccontami una storia”, se non era lei a far questo sacrificio interveniva la mamma seppur indaffaratissima con gli altri figli, tutti da sistemare sotto alle coperte prima di farli dormire, molto eccitati dalla lunga cerimonia vissuta in chiesa nella sera del Venerdì Santo, chiassosi e incuriositi dalla esperienza appena vissuta così ricca di momenti molto significanti soprattutto tra i più grandi che insistevano nel chiedere delle spiegazioni.
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