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foto, lettere, diari, poesie, racconti, ricette

Il nonno

Posted by on Feb 9, 2014 in Diario, la camera dei nonni, storie paesane | 0 comments

Mio nonno paterno si chiamava Giuseppe e quando ho cominciato ad occuparmi, in questo sito, di trascrivere o meglio riscrivere le nostre storie mi sono ritrovato in mano diversi appunti e addirittura una cronistoria della sua famiglia che poi sarebbe diventata anche parte della mia.

Ha scritto un diario che ha chiamato “Memorie”, dove annotava i fatti accaduti nella sua famiglia e non solo e lo ha fatto per molti anni, un modo per trasmettere ai figli le sue esperienze vissute da solo o anche con altri componenti della famiglia e questi appunti poco per volta li scopriremo perché sono l’espressione di un modo di vivere che noi adesso abbiamo proprio tralasciato, se non addirittura dimenticato.

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Grande Guerra Europea

Posted by on Feb 7, 2014 in la camera dei nonni, Le camere | 2 comments

Frugando nel cassetto della camera di mio nonno ho trovato un diario dove lui scriveva tutti gli avvenimenti significativi della sua famiglia. In un paio di queste pagine ha annotato con cronologia alcuni dei momenti che ha vissuto quando non più giovane è stato chiamato a combattere sul fronte trentino contro gli austriaci nelle Prima guerra mondiale. In una data antecedente a queste lui ha scritto:

21.8.1914 Inizio Grande Guerra Europea.

Poi prosegue il giorno 4 Aprile 1916: Partito per Firenze III Genio Telegrafisti assegnato al IV Gruppo.

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La nonna

Posted by on Feb 3, 2014 in Diario, La casa, storie paesane | 0 comments

La nonna Luigia (le persone con confidenza la chiamavano Gigia o Gigetta) era una persona mite, buona e semplice, dai lunghi capelli crespi, raccolti sul capo dopo che si era fatta tante trecce e formavano una aureola che teneva salda conficcando tra esse delle lunghe forcine color marrone.

Si è occupata per molti anni della sua famiglia composta di sette figli allevati con grande forza e particolare affetto e anche di un negozio di generi alimentari, ma più che un negozio era un piccolo mercatino dove si trovavano anche altre cose oltre agli alimenti, ed era parte di una casa molto vecchia posta in un incrocio tra due strade, “crosara”, in un piccolo paese della bassa padovana, sul ciglio della strada principale e la casa e il negozio sembravano messi lì apposta per essere di aiuto alle famiglie d’intorno, e questa casa esiste ancora oggi.

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Giorno di festa

Posted by on Gen 29, 2014 in Diario, il tinello | 0 comments

Questi tre bambini sono seduti nel divanetto del tinello di una delle case che ho descritto in un articolo non molto tempo fa. Doveva essere sicuramente un giorno di festa e questi bambini si sono recati nella casa degli zii, come sempre irrequieti giocando e andando a scoprire ogni angolo nascosto nella grande casa. L’abbigliamento ne impediva il gioco all’aperto, sul grande cortile o nella stalla per vedere i vitellini appena nati così allora su e giù per le stanze a correre giocando senza sosta, ad un certo punto la mamma impose loro una sosta anche per non vederli troppo accaldati e uno zio propose di fare la foto ricordo di quel giorno e dopo averli sistemati sul divanetto del tinello e visto che non riuscivano a rimanere fermi prese una rivista e la consegnò nelle loro mani e poco dopo scattò la foto.

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Il tinello

Posted by on Gen 28, 2014 in il tinello, La casa | 0 comments

Nelle case di una volta la porta d’ingresso si apriva sul tinello, una grande stanza della casa, dava sul cortile quasi sempre lastricato di pietra o di cotto sul lato esposto a mezzogiorno, cioè verso sud (siamo nell’emisfero boreale), il sole alto doveva entrare con tutta la sua luce per illuminarlo, facendo risaltare i mobili e i suppellettili, aveva al centro una tavola dagli angoli arrotondati, sopra di esso un bel vaso di ceramica o di maiolica un regalo arrivato da qualche componente della famiglia il vaso poteva essere anche di vetro o di cristallo, di solito pieno di fiori freschi ma anche artificiali, alle volte se trapassato di luce mostrava proiettato alle pareti l’arcobaleno. Attorno alla tavola delle sedie, eleganti e fatte di legno col sedile di “caresin”, una pianta lacustre che veniva tagliata essiccata e intrecciata dalle mani dei “caregheta” artigiani capaci.

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