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foto, lettere, diari, poesie, racconti, ricette

Le gite estive, la montagana

Posted by on Ago 20, 2014 in Diario, gite, vacanze | 0 comments

L’estate è la stagione più adatta per fare delle gite, in montagna, oppure al mare, ma anche nei vicini Colli Euganei, o in quelli Berici, anche qualche lago poteva essere scelto per la gita di quel giorno e i miei ricordi, ma forse sono i ricordi di decine e decine di famiglie, sono focalizzati nel vedere la prima macchina, acquistata a rate, che dopo essere stata ben sistemata e occupata del necessario per la gita partiva al mattino molto presto con mio padre alla guida mia mamma al suo fianco e noi piccoli dietro e raggiungere l’Altopiano di Asiago o quello vicino di Folgaria per trascorrere una giornata lontano dalla calura della stagione estiva. Si organizzavano delle comitive così da garantire per tutta la durata del giorno una discreta compagnia che potesse allietare le ore trascorse all’ombra dei larici o dei faggi del Pian del Cansiglio.

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Piero e la fisarmonica

Posted by on Ago 12, 2014 in Diario, la corte | 0 comments

L’estate vuol dire, il sole caldo, l’afa, il lavoro continuo sui campi a raccogliere il fieno, le “bietole” e poi tutti gli altri lavori che richiedevano molta attenzione, l’orto, la stalla, la cantina da preparare per la prossima vendemmia, il pollaio, la porcilaia, la vigna che doveva essere sfrondata per far passare più luce possibile, il granaio che doveva essere preparato per il granoturco, i campi di barbabietole da estirpare per essere consegnate al zuccherificio, mai un attimo di pace, di tranquillità, fin quando il sole tramontava e piuttosto stanchi si cenava mangiando pollo arrosto con polenta, sempre presente sulle tavole di una volta, qualche pomodoro tagliato e condito, se andava bene una zuppa di verdure o cereali.

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L’uva di sant’Anna

Posted by on Lug 26, 2014 in Diario, storie paesane | 0 comments

Santi Anna e Gioacchino i genitori di Maria la madre di Gesù e si ricordano il 26 luglio, alcuni paesi della terra veneta mettono in risalto più il nome di Anna che di Gioacchino e infatti sono molte le feste che si riflettono in questo nome, ma cosa c’entra il frutto della vite con questa santa.

Da noi ci dovrebbe essere la piena estate ma invece quest’anno sta facendo i capricci e quel tanto che sembra di essere in primavera, comunque sia certe uve arrivano a maturazione molto presto e producono acini bianchi molto dolci che proprio in questi giorni si possono assaporare e si possono consumare staccando i grappoli dai tralci. È un’uva precoce, e se qualcuno è riuscito a piantarla nel suo campo o podere, può fargli fare una bella presenza nella tavola di casa. Nelle famiglie di molti anni fa questo tipo di uva era una piacevole istituzione e infatti quando andavo in vacanza nella casa dei nonni, in questi giorni con soddisfazione guardavano la pergola di vite che si trovava su un angolo del portico e se trovavano il grappolo maturo lo prendevano per farmelo assaggiare, quegli acini dolci, così gustosi che riuscivano ogni volta a stupirmi, perché se nutro un certo interesse per l’uva e il vino poterli mangiare lontano dal periodo consueto creava quella novità che esaltava il palato.

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Festa del Redentore

Posted by on Lug 19, 2014 in Diario, storie paesane | 0 comments

Ti se pronta, dai ’ndemo”, abbigliarsi in fretta per andare alla festa del Redentore. La festa più importante di Venezia con la partecipazione dei veneziani e dei “foresti” (forestieri) insieme, tutti radunati sulle sponde del canale della Giudecca o per chi può sulle barche addobbate di lumini che invadono lo spazio d’acqua del bacino di san Marco ad attendere il grande spettacolo pirotecnico che in questa notte magica illumina lo spazio d’acqua di fronte alla chiesa del Redentore.

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Potenza dei salmi

Posted by on Lug 10, 2014 in Diario, storie paesane | 0 comments

Questo articolo potrebbe cominciare così:No ghe se più i preti de na volta” e sì perché al parroco o al prete come lo si vuol chiamare gli venivano attribuiti dei poteri che al giorno d’oggi sembrano scomparsi.

Inizio col raccontare un episodio che narrava un parroco del mio piccolo paese, Ronchi del volo, che si trova nella bassa padovana, ma non troppo distante dalla città, lo ricordo molto bene perché ad ogni racconto lui aggiugeva dei dettagli che lasciavano stupiti e forse lui stesso lo arricchiva di particolari per renderlo affascinante e misterioso allo stesso tempo.

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