La Regata Storica e Riviera fiorita
La regata è una gara tra abili rematori che su piccole imbarcazioni adatte alla navigazione in laguna si sfidano per conquistare un titolo prestigioso, che poi proclamano in ogni angolo della città, nei “bacari“, “osterie“, tra bevute e banchetti. La città di Venezia fondata sul mare ha sempre avuto estremo bisogno di uomini abili con il remo e per questo promosse con favore le regate che si svolgevano quasi esclusivamente in laguna aperta.
Read MoreGrazie EXPO
All’inizio c’è stata parecchia esitazione perché mancavano le condizioni per andare all’EXPO, poi le circostanze sono cambiate e così abbiamo potuto preparare e affrontare il viaggio. Lo abbiamo pensato come un pellegrinaggio delle emozioni e la prima scelta condivisa in pieno è stata quella di raggiungere Milano e poi il luogo dove si alloggiava percorrendo le strade con la segnaletica blu, le strade statali per capirci. Come dei moderni pellegrini pronti a raggiungere una località disponendo di una cartina stradale piuttosto datata, il senso di orientamento, dei consigli raccolti lungo il percorso e il tempo, da gestire senza particolari apprensioni. L’obbiettivo era quello di arrivare alla casa che ci ospitava, visitare l’EXPO e alla fine ritornare ai nostri paesi nel Veneto senza avere percorso le strade veloci, costruite per l’uomo che non ha mai tempo.
Read MoreDue gocce d’oro
Quando arriva l’estate spesso significa sole caldo, bel tempo, giornate piene di luce che aiuta a maturare i frutti seminati nel terreno come pure sulle piante, è il tempo del raccolto, il seme interrato in autunno adesso si mostra maturo. Le spighe, color oro che ondeggiano al vento ora vengono tagliate e trasformate in chicchi da deporre nei granai, nell’orto le piantine messe a dimora alcuni mesi fa adesso producono le loro specialità, nel frutteto dopo la fioritura primaverile i frutti si ingrossano mentre il sole li rende dolci e sodi, poi vengono raccolti e portati sulla tavola della cucina, oppure trasformati in dolci marmellate da mangiare nei i mesi invernali. Le belle giornate calde fanno aumentare il sudore e viene naturale togliersi i vestiti e lavorare seminudi nei campi, nelle corti, nel giardino (brolo) o nell’orto, il corpo senza vestiti è più libero, respira, assorbe la luce che indora la pelle e il pudore svanisce.
Read MoreA mare de san Piero
“Ea mare de san Piero, la madre di san Pietro”, è il titolo di una antica leggenda legata ad eventi burrascosi che capitano di frequente a ridosso del giorno della festività dei santi Pietro e Paolo, il 29 di giugno.
Una leggenda Veneta, ricordata di più nelle zone della pedemontana ed anche nelle campagne della Bassa Padovana ed è tramandata verbalmente da più generazioni. Il suo racconto cita per protagonista la madre di san Pietro e mette in luce la sua vita poco benevole verso chi le stava accanto e quando muore viene ritenuta colpevole di molti dispetti così viene spedita direttamente all’Inferno anche se suo figlio Pietro fece di tutto per impedirlo. Sulla vita di Pietro sappiamo molto, come è diventando il pastore dei primi Cristiani e discepolo dell’amore vicendevole, uno scandalo per il potere romano e pagano ricco di idoli. Ma la novità predicata da Pietro fece subito breccia tra il popolo che lo portò velocemente al martirio e quando morì venne subito accolto in Paradiso e la tradizionale iconografia ce lo raffigura in possesso delle chiavi di questo mondo celeste. Per questo il solo pensiero di sapere che a sua madre non era stato permesso di oltrepassare questo ingresso lo rattristava parecchio ma non si perse d’animo e iniziò con coraggio tutta una serie di appostamenti sull’uscio dell’Inferno e contemporaneamente anche una continua richiesta per poterla vedere, ma gli fu sempre negata. Dopo molte lusinghe qualche demonio forse sfiancato dalle insistenti proposte cedette e acconsentì la visita di Pietro a sua madre una sola volta all’anno, la ricorrenza della sua morte in croce, che cade il 29 giugno.
Read MoreÈ tornata la festa
L’anno scorso avevo scritto alcune notizie su santa Eurosia, in una piccola chiesetta posta su un terrapieno di una località vicina a dove abito si ricorda questa santa giovinetta. Il gruppo culturale che ha assunto il nome di questa località, Ca’ Murà, l’anno scorso aveva organizzato una bella festa per commemorarla e anche noi ci siamo andati allestendo una bella mostra di foto d’altri tempi.
Read MoreEl torototea
A volte mi piace ricordare quel periodo della mia infanzia che ho vissuto nell’osteria ed anche nella bottega di “casoin”. Molte persone li hanno frequentati ed in certi casi, secondo le circostanze erano particolari e uno di questi aveva un nomignolo “el torototea”, del suo vero nome non serbo memoria ma quando faceva la sua apparizione in osteria subito era circondato dai presenti e lo volevano al loro tavolo perché in cambio di un bicchiere di vino riportava le ultime notizie, vere o inventate, dei paesi vicini; forse le aveva lette sul giornale trovato dal barbiere o durante il giorno di mercato e abbinava una spiccata memoria ad una buona sintesi tanto che da una piccola vicenda ne ricavava una notizia vera o verosimile. Lo si poteva definire un cantastorie anche che era parecchio stonato, ma finiva sempre le sue storie dicendo “el torototea, torototà”. Sapeva che la vita gira, gira, come una trottola, e quasi sempre tutto ricomincia dal punto di partenza e spesso le notizie sulla vita privata di certi soggetti lo stuzzicavano molto, così se le racconti ti trascinano in commenti a volte ironici, scivolosi, piccanti, che lasciavano poco all’immaginazione. Non era abituato però a far apparire le sue storie molto licenziose quasi per rispetto dei suoi protagonisti anche se potevano apparire dei suoi nemici .
Read MoreA la Sensa, mati chi pensa!
La ricorrenza dell’Ascensione del Signore al cielo (la Sensa) quaranta giorni circa dopo la Risurrezione di Cristo era una festa molto importante per Venezia e lo era per due motivi, il primo religioso e il secondo perché coincideva con la cerimonia dello Sposalizio col Mare. Tutta la città era invitata a partecipare con grande sfarzo, dalla conca dell’Arsenale usciva il Bucintoro una grande nave da parata, il Doge con tutto il Senato veniva fatto salire e poi seguito da una moltitudine di barche addobbate a festa veniva scortato fino alle bocche di san Nicolò al Lido dove una grande moltitudine di gente assisteva alla grandiosa cerimonia officiata dal Patriarca e il doge che assieme rinnovavano questo legame tra il mare e la città di Venezia “Desponsamus te mare in signum veri perpetuique domini”. Si svolgeva per tutto il mattino e appena conclusa si navigava fino al Palazzo Ducale, come pure nelle case della nobiltà per banchettare per tutto il giorno: da qui il detto “dala Sensa mati chi pensa” ovvio assicurare che i banchetti così pure la Fiera allestiti al Lido imitavano le allegorie dei palazzi e lungo tutte le rive dei sestieri in egual misura si festeggiava con grande baldoria.
Read MoreRitorno a Burano
Catina e Polo sono due innamorati e vivono a Burano, sono giovani e ogni tanto si frequentano, Polo è un pescatore e deve lavorare molto se vuole sposare la ragazzina di calle della Provvidenza, lei è bella, dolce, ha modi gentili e cerca di non essere di peso alla famiglia facendo dei piccoli servizi presso alcune signore dell’isola. Qui tutti si conoscono e perciò sono a conoscenza dell’amore che è sbocciato tra i due giovinetti, non li ostacolano semmai la mamma di Catina cerca di metterla in guardia dalle scelte troppo frettolose. Polo lavora tanto, si muove con la sua barca per tutta la laguna, ne conosce ogni segreto anche quelli più nascosti tra le barene, è un grande specchio d’acqua ma è anche un labirinto pericoloso soprattutto quando sale la nebbia e si fa fatica a tornare a casa, ma Polo è sempre riuscito a tornare, a farcela, anche quando il tempo è minaccioso.
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