El sa da bon
“El sa da bon”, “sa di buono”, “quello è buono”, una frase semplice, ma chissà quante volte una mamma l’ha detta al suo bambino, magari subito dopo un bagnetto o solo prendendolo in braccio, poche parole ma che contengono tanti propositi. È passato un anno da quando è stata iniziata questa avventura e naturalmente sembra ieri che si stava farfugliando le prime idee su come creare questo blog, la sua impostazione, la sua missione, sulla estetica, su chi si doveva occupare delle ricerche storiche e fotografiche, su chi doveva scrivere gli articoli, ma anche la sua apertura sul mondo, con lo scopo di far conoscere quella vita che sembrava dimenticata.
Read More17 gennaio sant’Antonio abate
Il 17 gennaio si ricorda la vita di sant’Antonio abate, un monaco eremita di origini egiziane e vissuto pochi secoli dopo la morte di Cristo. Quindi agli albori di quell’esperienza cristiana che poi si estese in tutto il resto dell’impero romano. Della sua vita vi rimando alle notizie riportate su altre fonti che ho visto sono molto ben sviluppate e chiare. Quello che vorrei scrivere qui è la storia che mi è stata raccontata da un anziano e che per tale ragione deve essere intesa come una vicenda capitata nel suo paese ma che assomiglia ad altre di simili successe in tutta Italia al tempo della seconda guerra mondiale.
Read MoreEa note dee maranteghe
Un nuovo anno è appena cominciato e da subito questo sito vi porta una novità, il titolo dell’articolo scritto in veneto, questa lingua forgiata nei secoli e che oggi si può ascoltare in tanti paesi della terra
E se costoro volessero capire qualcosa di più dei loro antenati, beh! ci possono leggere, ogni volta che ne sentono la necessità.
Una insolita vigilia
A volte succedono delle cose che ti rimangono nella memoria per lungo tempo, ogni tanto le riprendi con la fantasia e vorresti riviverle perché quasi nate da una fiaba.
Read MoreL’ultimo dell’anno
Sono nato in una casa che si trovava nella bassa padovana vicino alla cittadina di Conselve, (mi piace ripeterlo), dove c’era una osteria e un negozio di generi alimentari e ci sono rimasto fino all’età di 7 anni, poi con la famiglia abbiamo traslocato nella casa dei nonni paterni in un paese Ronchi sempre nella bassa padovana vicino a Casalserugo. Non cambiò molto perché anche qua c’era un negozio di “casoin“, “generi alimentari“, più che altro si vendeva di tutto, a parte le stoffe, ed era gestito da mia nonna e da una zia che di nome faceva Agnese anche se il suo primo nome era Giulia.
Questa era la casa “vecchia” quella costruita da mio nonno nei primi anni del Novecento; si dedicava alla conduzione dei campi e la zia che aiutava la nonna era prossima alle nozze e la nonna ormai vicina all’età della pensione intravedeva la imminente chiusura del negozio e mio papà decise di subentrare nella sua conduzione, questo trasloco io non lo ricordo molto bene ma mi rimase dentro tanta tristezza perché mi distaccavo dai miei cugini, unici compagni di giochi e scorribande.
Read MoreLe vacanze di Natale
Chissà che delusione quando avete provato a guardare questo blog e non avete trovato un articolo che raccontava del Natale. In effetti ora mi devo far perdonare ma se non sono riuscito a scrivere nulla è anche a motivo del grande disinteresse che ho riscontrato d’intorno e a ragione perché purtroppo abbiamo completamente dimenticato il vero significato di questa festa.
Read MoreI giorni del maiale
Dopo la sua fuga per i campi assieme a tutti i suoi cuccioli, la scrofa aveva fatto ritorno a casa e sappiamo anche con quale intercessione tutto era andato a buon fine. Naturale che alcuni dei maialini erano andati ad occupare le stalle preparate per loro, “staete del porseo”, nelle corti dei dintorni, venduti ovviamnte. La scrofa e uno dei suoi piccoli erano rimasti nella famiglia dove avvenne il fatto miracoloso del ritrovamento e passati i giorni dell’ingrasso, quello che era un maialino adesso aveva raggiunto la bella stazza di circa 150 chili e quindi era pronto per essere ucciso e macellato per fare degli ottimi salami, pancette, sopresse, cotecchini.
Read MoreEl diavolon
Quando vivevo in una osteria, che era anche bottega “de casoin” mi capitava di assistere a degli episodi che avevano del fantastico. A noi bambini poteva risultare facile mettere tanta fantasia agli avvenimenti perché questa era la nostra natura e poi gli adulti ci aiutavano in continuazione a svilupparla. Infatti le nostre letture erano quasi sempre dei racconti immaginari e a scuola le cose non cambiavano anzi nei nostri libri di lettura tali racconti ricchi di inventiva e distanti dalla vita reale erano stampati con grande abbondanza.
I giorni vicini alle feste di Natale testimoniavano quanto ho appena scritto e infatti nei nostri libri i brevi racconti erano legati alla stagione che si stava vivendo, l’autunno e poi tra pochi giorni l’inverno, le altre, erano fiabe tratte dalle varie storie nordiche che in qualche modo ci preparavano alle feste natalizie, sempre arricchiti di momenti fantasiosi e immaginari.