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Remada a seconda

Remada a seconda

Il trasporto fluviale è sempre stato praticato nei nostri fiumi sia per trasportare delle persone che delle merci e di tutti i tipi. Una via d’acqua molto frequentata era il canale Vigenzone che parte da Battaglia Terme e va ad unirsi con il Bacchiglione in località Bovolenta per poi proseguire fino ad un altro incontro con la Brenta in località Cà Bianca e poi poco dopo sfociare a sud di Chioggia nel mare Adriatico. Barche di tutti i tipi frequentavano queste vie d’acqua per portare a Venezia ingenti quantità di trachite strappata dai Colli Euganei e poi usarla per pavimentare le calli della città, derrate e stoffe invece prendevano il percorso inverso per giungere a Pontemanco dove si trovava un attrezzato mulino ad acqua usato per la macina delle granaglie e a Battaglia Terme dove esisteva una delle più grandi cartiere della Serenissima. Il salto dell’acqua del mulino di Battaglia faceva manovrare dei grandi “folli” che trituravano gli stracci di cotone, lino, canapa e dopo successive lavorazioni si ottenevano enormi quantità di carta che serviva sia all’Università di Padova che alle numerose tipografie di Venezia. Questo traffico di “burci“, “peote“, “sandali” e “bragossi” che andavano e venivano dalla laguna, quando dovevano trasportare ingenti quantità di peso si facevano aiutare dal traino dei cavalli, legati da grosse funi alle barche andavano avanti e indietro sulle “maresane“, la parte bassa degli argini e le trainavano con forza per aiutarle nella navigazione, guidati dai “cavallanti“, uomini addetti alla guida dei cavalli che cercavano di tenere le bestie per non farle cadere in acqua. Le barche più leggere sfruttavano la corrente dell’acqua o usavano le vele in modo da essere aiutate dalla forza del vento, si diceva così che navigavano “a seconda“.

Sabato 24 e domenica 25 maggio 2014, verrà rievocata questa tradizione con la “Remada a seconda“. Barche di ogni tipo e dimensione, partiranno il sabato dal Bassanello, a sud di Padova, per raggiungere Battaglia Terme e poi il giorno dopo ripartiranno dall’approdo della saracinesca di Battaglia per arrivare a Pontelongo, nel tardo pomeriggio, dovranno essere esclusivamente barche a remi e navigheranno sulle acque del fiume Vigenzone e per un tratto sul Bacchiglione. Sono attese molte imbarcazioni e lungo il percorso di questi fiumi, sulle rive sono in programma molte iniziative culturali sia di carattere storico rievocativo come la mostra di Battaglia Terme, sia storico culturale, come le due mostre che saranno allestite a Bovolenta: una racconta del trasporto di legname effetuato sui fiumi, tronchi di larice, abete, faggio, tagliati in montagna e poi gettati sui fiumi come la Brenta e la Piave (una volta i fiumi erano nominati al femminile e dopo la prima guerra mondiale divennero maschili per rievocare la battaglia sulla Piave ed era brutto trattarla da femmina ne andava di mezzo l’orgoglio maschile, perché dopo aver imbrattato di sangue le sue acque, ne rivendicarono l’appartenenza al genere maschile), si creavano delle grandi zattere e poi con l’aiuto della corrente venivano trasportati, dalle Dolomiti e dal Cansiglio, fino a Chioggia e poi a Venezia. Nell’altra mostra ci siamo noi del “Cassetto dei Ricordi” invitati dall’Associazione Avis (Associazione Volontari Italiani Sangue, sono donatori volontari di sangue che poi viene usato in ospedale per salvare delle vite umane) di Bovolenta, dove metteremo dei pannelli di foto che fanno parte dell’archivio che stiamo formando.

A queste belle iniziative siete attesi in tanti sia i rematori che navigherete sulle calme acque dei fiumi, che podisti così vi sarà possibile visitare i bei paesi di Battaglia Terme, le Due Carrare, soprattutto quella di santo Stefano con la sua chiesa romanica, oppure i ciclisti che svincolando sugli argini della manifestazione attraverserete il bel borgo antico di Pontemanco e potrete ammirare la nuova ruota ad acqua sistemata in questi giorni sul vecchio mulino che stanno restaurando. Proseguirete poi per Cagnola e Bovolenta ad ammirare le due mostre appena citate, terminado la corsa a Pontelongo, paese della “dolcezza“, così chiamato per il loro opificio che produce zucchero da barbabietole che poi viene mangiato in tutta l’Italia ed anche in Europa e nel mondo.

La foto  sono della collezione di Paolo Nequinio e sono parte di un mio reportage che ho fatto sulla “Remada a Seconda”.
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